Frequentes Adductae Quaestiones

LE F.A.Q. AL MOVIMENTO STORICO ROMANO

(FREQUENTES ADDUCTAE QUAESTIONES):

NELL'INTERVISTA DI FLAVIO CALABRO':

"del 2 gennaio 2021"

NERONE RISPONDE.



I) Siete un ennesimo partito?

No, siamo un movimento.


II) Siete come altri movimenti che poi si incollano alle poltrone, uguali ai partiti?

No, abbiamo fissato una scadenza : il 31 dicembre 2033, prorogabile al termine ultimo del 31 dicembre 2037, come scritto nell'art. 18 del nostro Statuto.


III) Perché proprio il 31 dicembre 2033?

Perché siamo convinti che ci sarà un Giubileo straordinario nel 2033 per il quale occorrerà il massimo impegno di tutti, anche nostro.


IV) Poi le chiederò del perché poi il 31 dicembre 2037. Ma intanto: non è una contraddizione la Lista Nerone con l'impegno per i 2000 anni della Resurrezione di Cristo?

Nient'affatto! La celebrazione dei 2000 anni dalla morte e resurrezione di Cristo interessa tutta l'umanità, credenti e laici, cristiani, non cristiani e atei. Cristo è stato di fatto il più grande rivoluzionario della storia.


V) Cristo come Spartaco?

A parte la diversa discendenza, entrambi appartenevano a popoli oppressi, entrambi furono sottoposti a una giustizia disumana, entrambi avevano diritto alla vita, alla libertà e alla legittima difesa. Il primo ha scelto la via del sacrificio nonviolento per redimere l'umanità. Il secondo ha scelto la rivolta armata.


VI) Siete cesaristi (per l'Imperatore cioè lo Stato) o papisti (per il Papa cioé la Chiesa) ?

Siamo laici e per il popolo. Ciò premesso, le insegne di Roma, e perfino quelle di Pontefice, sono passate nei secoli dalle mani dei Re, dei Consoli e degli Imperatori a quelle dei Papi. Proprio per dare il giusto riconoscimento al peso della Chiesa nella storia di Roma proponiamo a livello statutario che nell'Aula Giulio Cesare sia riservato un seggio di osservatore al delegato del Papa, il quale, tra l'altro, è anche Vescovo di Roma. Starà poi a Lui scegliere se lasciarlo vuoto o raccogliere l'invito. Ma Papa Francesco è uno che ama il dialogo. La Chiesa per certi aspetti può essere considerata la continuazione ideale dell’impero romano: gli abiti, la lingua, le date delle festività e molti riti lo ricordano e soprattutto l'aspirazione ad una pace universale. Certo la pax romana e la pax vaticana non sono proprio la stessa cosa. Da una parte si sono seguiti i princìpi si vis pacem para bellum (se vuoi la pace prepara la guerra) e divide et impera (dividi e comanda). Dall'altra si sono predicati l'amore di Cristo e la fratellanza, ma non sono comunque mancate le Crociate - peraltro non sempre in TerraSanta - e i Papi-Re al comando di eserciti.


VII) Volete invitare un delegato del Papa? Voi neroniani? Ma Nerone non è l'Imperatore perseguitò a morte i cristiani ?

Nerone è il nome a cui è intitolata la Lista, Movimento Storico Romano-Lista Nerone. E' un omaggio che mi hanno in qualche modo 'imposto' i sostenitori del Movimento. Fin da piccolo tutti mi conoscono col nome di Nerone. E anche quando ho condotto il Gruppo Storico Romano in tutto il mondo, dagli Stati Uniti d'America alla Russia, dalla Cina alla Spagna, dalla Francia alla Danimarca, dal Belgio all'Inghilterra, dalla Svizzera alla Germania, dalla Croazia a Cipro, dalla Bulgaria alla Romania, l'ho sempre guidato col nome di Nerone. Ripeto, ospitare un Delegato permanente del Papa in Campidoglio sarebbe un riconoscimento e un omaggio unilaterale di Roma al Papa, senza con ciò prevaricare in alcun modo le competenze internazionali dello Stato e del Presidente della Repubblica o del Ministro degli Esteri. Benché nella mia vita col Gruppo Storico Romano abbia incontrato Capi di Stato, Ministri di Nazioni importantissime come la Cina, ambasciatori. La parola Roma nel mondo, se usata con saggezza e rispetto, è in grado di aprire tutte le porte. Non dimentichiamo poi che Roma, oltre al Papa, conta Vescovi ausiliari e Diocesi suburbicarie.


VIII) Quindi nascete papalini e filocattolici? E gli ortodossi e i protestanti? Gli ebrei? Gli islamici? Le altre religioni e gli atei? Che rapporti avrete con loro?

Il Movimento è aconfessionale ma non indifferente al tema religioso, intrinseco nella storia di Roma, dalla sua fondazione fino alla graduale conversione al Cristianesimo. Nel Movimento ci sono appartenenti a diverse fedi religiose.

Come non ricordare la Comunità ebraica presente da 2000 anni nella nostra Città? Come non pensare ai fratelli Ortodossi, che mantengono idealmente nella Nova Roma la loro capitale spirituale tramite il Patriarcato di Costantinopoli? Come non apprezzare l'integrazione e il contributo dato dalle diverse comunità religiose cristiane e non cristiane che convivono pacificamente a Roma? Le uniche incompatibilità sono con quelle frange violente che profetizzano e auspicano la conquista di Roma da parte di invasori esterni o con gruppi religiosi che intendono celebrare il culto con modalità e principi in contrasto coi valori costituzionali e con le leggi. Per dimostrare che Roma da sempre ha ambìto alla concordia universale anche nella differenza di religione intendiamo realizzare una sorta di pantheon in miniatura in cui ospitare simboli, stands e materiale librario e informativo delle diverse confessioni religiose che abbiano stipulato un'intesa con la Repubblica italiana e che siano attivi a Roma.


IX) Insomma, tornando a Nerone e per chiudere su di lui, è l'Imperatore che massacrò i cristiani e bruciò Roma oppure no?

Nerone è il nome che ebbero diversi esponenti della classe dirigente romana. Il più famoso è Lucio Domizio Enobarbo, detto Nerone, imperatore dal 54 al 68 d.C. E' una figura complessa, che gli storici come Philipp Vandenberg ma anche divulgatori come Alberto Angela hanno ampiamente rivalutato.

Quanto all'incendio di Roma e all'uccisione dei Cristiani: il primo è stato attribuito a un ordine di Nerone da autori antichi a lui ostili in quanto nemico dei Senatori e amico del popolo; per la seconda è più difficile negare la mostruosa colpa di Nerone di additare i cristiani quali incendiari e dunque come capri espiatori. Ma ripeto: il nome Nerone dato alla lista deriva dal fatto che Nerone è il mio appellativo.  

E poi non va dimenticato nemmeno Gaio Claudio Nerone, acclamato trionfatore per la decisiva vittoria in Italia contro i cartaginesi al fiume Metauro nel 207 a.C.

Comunque lasciamo liberi gli elettori che voteranno la Lista Nerone di ispirarsi al Nerone che preferiscono: il Nerone nato nel 1952, il Nerone che tagliò la testa ad Asdrubale (fratello di Annibale), o il Nerone che suonava la cetra. Post Scriptum: anche io suono la cetra! D'altronde la rabbia e il risentimento che covano sotto la cenere in ampi strati del popolo di Roma è meglio che trovino sbocchi pacifici e democratici piuttosto che vie più contrastate e rischiose.


X) Stiamo al gioco. Perché un romano sfegatato dovrebbe votare sindaco un Nerone come lei, che non è nato a Roma?

Romano è chi dimostra amore per Roma. Ad ogni modo anche l'Augusto Nerone non era nativo romano, ma di Anzio. Io comunque sono nato in una città che ha Roma nel nome: Fabrica di Roma, un tempo in Provincia di Roma, oggi di Viterbo.

 

XI) Quindi il Nerone del 1952 è pure etrusco. Un'altra contraddizione?

Mia madre nacque a Roma. Mio padre era etrusco. L'Etruria ha dato tanto a Roma. La lupa, gli archi, le fogne, qualche Re, un imperatore (Erennio Etrusco), perfino i giochi gladiatori.


XII) Volete mica ripristinare i giochi gladiatori?

Sì, a Monte Citorio. Scherzo! A quello ci pensano da anni i gruppi di rievocazione come il Gruppo Storico Romano di cui sono stato fondatore e Presidente fino a poco fa. Nei villaggi di Via Appia Antica 18 e a Roma World abbiamo ricostruito dei mini-anfiteatri. Preciso, prima che me lo chieda, che sono spazi privati, oltre tutto non gestiti dal Movimento Storico Romano - Lista Nerone. Mi piacerebbe diventasse, assieme al Pancrazio, una disciplina riconosciuta come fosse un'arte marziale, ovviamente senza morti e feriti! Come tutte le altre discipline di arti marziali.


XIII) Ho letto della corsa delle bighe al Circo Massimo. Non è pericoloso oltre che anacronistico?

Sì, ammetto che è un sogno riproporre le bighe al Circo Massimo con migliaia di turisti. Il tutto andrà fatto, se saremo in Campidoglio, in accordo con il Ministero Beni Culturali, nel rispetto delle norme archeologico-paesaggistiche, di sicurezza dei guidatori, del pubblico e dei diritti degli animali. Mi faccia ricordare, a parte gli Stadi per le gare sportive, che Roma antica per le corse dei carri aveva anche il Circo di Nerone in Vaticano (dove morì San Pietro) con 20.000 spettatori e il Circo di Massenzio in Via Appia con 10.000 spettatori.


XIV) Il Circo Massimo pare contenesse fino a 300.000 spettatori. Volete fare altrettanto? Col Covid che dilaga?

Attirare i turisti facendo loro assaporare, mediante la rievocazione, le emozioni della Roma Antica è un obiettivo primario. La fruizione dei beni storici artistici e archeologici, insieme alla visita a siti antichi ricostruiti ed a spettacoli di rievocazione, farebbe finalmente passare la durata media di permanenza dei turisti da 2 giorni a 4 o 5. Anzi, un obiettivo realistico è di intrattenerli e ospitarli a Roma e nell'area metropolitana per almeno una settimana. Questo richiederà uno sforzo enorme di riorganizzazione e razionalizzazione dei trasporti, degli orari degli uffici e dei servizi, degli spazi e delle attività economiche e commerciali a Roma, coinvolgendo centro e periferia.

Quanto al Covid, da Nerone e quindi da filoellenico, fatemi citare un illustre partenopeo: 'ha da passà a nuttata'. Se dovessimo pensare continuamente al peggio, tanto vale cambiare casa e cercarne una vicina al cimitero. Così da poterlo raggiungere almeno da morti a km zero, nonostante i DPCM che faranno per impedire gli spostamenti.


XV) A proposito: che pensate del virus, dei DPCM, dei vaccini?

Il virus c'è e può avere gravi conseguenze su una percentuale, per fortuna limitata, della popolazione. Enea e Anchise insegnano che la tutela e la cura deve partire dai più vulnerabili e dai più anziani. Anche la Roma antica fu gravemente colpita dalle pestilenze, per esempio al tempo di Marco Aurelio e Lucio Vero. Allora la diffusione dei virus si preveniva anche con un sistema acquedottistico e di bagni pubblici formidabile e con la quarantena degli eserciti nelle località termali nei dintorni di Roma, località che intendiamo rilanciare in modo sistematico. I numeri del Covid sono comunque importanti. Però la classe politica, che era completamente impreparata all'arrivo di una pandemia e che ha sperperato montagne di denaro in avventati acquisti di mascherine da ditte di lampadine o simili, per nascondere la propria incapacità ha mandato allo sbaraglio in tv - al posto del santo del giorno e dell'almanacco del giorno dopo - l'album di figurine col virologo del giorno, e ha spostato l'attenzione del popolo sui cruciverba giornalieri quali sono i DPCM di Conte, incomprensibili come fossero scritti in antico egizio, peraltro incostituzionali come hanno detto vari autorevoli costituzionalisti e anche qualche tribunale. I vaccini per adesso, visto che gli effetti collaterali ancora sono in fase di studio, devono restare facoltativi. Nel corso del 2021 i volontari del vaccino probabilmente saranno così numerosi da portare spontaneamente ad una immunità di gregge. Comunque la competenza della amministrazione della sanità è regionale, non comunale.


XVI) Anche voi incolpate il Titolo V della Costituzione per la Caporetto delle Regioni sulla gestione della pandemia?

No. Il Titolo V della Parte II della Costituzione in tema di sanità non è sostanzialmente cambiato. L'articolo 117 prevedeva già ieri, prima della riforma costituzionale del 2001, che sulla materia sanitaria legiferassero sia lo Stato che le Regioni ('potestà concorrente'). Al di là della possibile confusione di due enti che legiferano sulla stessa materia, il punto è cosa dicono queste leggi, non tanto chi le fa: le leggi vigenti danno in generale alla Regione la gestione amministrativa, cioé pratica, della sanità. Questo è l'errore, che fa sì che in alcune Regioni scoprano i morti di Covid dimenticati nei bagni degli ospedali e che si verifichino esodi di pazienti da alcune Regioni ad altre per farsi curare meglio. La salute è connessa alla vita, è il primo dei diritti. Lo Stato deve farsi carico della amministrazione degli ospedali. Noi siamo federalisti, ma la sanità va probabilmente statalizzata. Tutti hanno diritto alle cure. Le Regioni, gonfie di soldi pagati con le tasse dei cittadini, sono nate per ultime, dopo i Comuni le Province e lo Stato e sono gli enti più burocratizzati e clientelari (e perfino centralisti, a giudicare da come trattano i piccoli Comuni) che ci siano, a cui nel campo sanitario va lasciata al massimo l'agopuntura.


XVII) Quindi siete federalisti però siete contro le Regioni? Magari siete sovranisti e però siete contro lo stato? E poi voi vi candidate ad amministrare un Comune e dei Municipi.

Non dimentichi: se diventerò Sindaco avrò anche l'onore e l'onere di governare la Città metropolitana, che ha preso il posto della vecchia Provincia di Roma. Sì siamo federalisti, perché Roma è diventata forte col federalismo, anzi lo ha inventato lei! Dopo la battaglia del Lago Regillo nel 496 a.C. tra Roma e le città del Lazio fu stipulato un trattato (che allora era 'inter-nazionale') basato sulla parità e la reciprocità dei diritti: il foedus cassianum, che assicurò per decenni pace e stabilità al territorio e alle popolazioni romane e latine. Un fatto storico importantissimo. Come una pace duratura tra romanisti e laziali! Da questo foedus nasce il concetto di federalismo, conosciuto in tutto il mondo. Oggi invece, nonostante la rivoluzione francese che eliminò sulla carta privilegi feudali e disuguaglianze anche con la ri-nascita delle Province/Dipartimenti, nonostante lo Statuto Albertino e l'unità d'Italia, nonostante la lotta di liberazione e la Costituzione Repubblicana, siamo ancora con un sistema di vassalli valvassini e valvassori ma senza un nuovo Carlo Magno, un sistema in cui il centro domina la periferia, il pesce grosso mangia il pesce piccolo, il popolo non conta praticamente nulla (per non citare il Marchese del Grillo), anche perché i suoi diritti pur sanciti dalla legge scritta (dalle XII Tavole in poi) sono costantemente e impunemente violati. Noi siamo per la sovranità del popolo, dei cittadini, non di questo o quell'ente pubblico, Stato o Regione o Europa che sia. Noi non siamo 'sovranisti', di più: noi siamo 'multi-sovranisti'! Siamo per far comandare il popolo a qualunque livello vi siano (o vi dovrebbero essere) suoi rappresentanti.


XVIII) Bene. Allora esaminiamo la piramide delle istituzioni. Cominciamo dalla base. Il singolo cittadino.

Giusto, in fondo a Roma abbiamo la Piramide Cestia! Con noi la base, che è il cittadino, il popolo, è la vera sovrana, così come è scritto nell'art. 1 della Costituzione. In che modo? Innanzitutto valorizzando la partecipazione nelle grandi città al livello più piccolo possibile. A Roma il livello più vicino al cittadino è il Municipio, con 25 Consiglieri tra cui un Presidente eletto direttamente dagli elettori del Municipio. Questi 15 Presidenti di Municipio oggi, per una legge assurda, non possono rivestire il ruolo di Consigliere del loro Comune. Non hanno veri poteri decisionali. Al massimo votano proposte o esprimono pareri, salvo amministrare spiccioli rispetto al faraonico bilancio comunale. In Francia la legge per Parigi, in Portogallo perfino la Costituzione, prevedono che i Presidenti/Sindaci di Circoscrizione/Municipio siano membri di diritto del Consiglio comunale. Noi vorremmo che i nostri lo fossero gratis, anzi con un risparmio di soldi, mettendo di diritto i 15 Presidenti di Municipio eletti nel 2021 dal popolo romano - i quali già hanno una buona indennità di carica - dentro l'Assemblea Capitolina a pieno titolo al posto di 15 Consiglieri comunali sui 48 eletti. Risparmieremmo le spese per 15 Consiglieri comunali, mantenendo a 48 il numero dei Consiglieri, 15 dei quali, anziché curare il proprio orticello di preferenze, potranno finalmente rappresentare in modo incisivo le popolazioni dei rispettivi Municipi condizionando le scelte del Sindaco senza alterare la stabilità di governo, visto che sono eletti in una elezione contemporanea a quella per il Sindaco di Roma che gode di un ampio premio di coalizione. Dirò di più: a costo zero anche i singoli Municipi devono essere in qualche modo decentrati tramite Consulte di quartiere gratuite ma obbligatorie, senza però creare ulteriori centri di spesa. L'antica Roma prosperò sull'articolazione in 30 Tribù, su Comizi curiati e Comizi tributi, sui Plebisciti, e poi sui Vici e i Rioni (Regiones) di Augusto. Perfino nel MedioEvo a Roma vi furono forme avanzate di autonomia dei quartieri con tanto di funzioni nel campo della giustizia. Sia chiaro: non vogliamo un tribunale in ogni quartiere. Ma decentrare i giudici di pace sì. Mica solo Prati deve ospitare gli uffici di giustizia, dove trovare un parcheggio è come vincere al superenalotto!


XIX) Città metropolitana/Provincia.

La legge vigente del 2014 voluta da Renzi ha fatto nascere 10 Città metropolitane al posto delle corrispondenti Province ma senza un sistema democratico. Le disposizioni sono state confermate da una scandalosa sentenza della Corte Costituzionale del 2015 con la scusa che trattasi di un sistema provvisorio. Sono già trascorsi 6 anni senza democrazia metropolitana. Alla scelta del Sindaco metropolitano partecipano solo gli elettori del Comune capoluogo. Prima invece il Presidente della Provincia di Roma era eletto direttamente da tutti gli elettori provinciali. Il Consiglio metropolitano, eletto con elezione indiretta dai consiglieri dei Comuni a differenza del vecchio Consiglio provinciale di Roma che era eletto dal popolo, non ha nemmeno il potere di sfiduciare il Sindaco metropolitano. Nel nome dell'uguaglianza, della democrazia e del federalismo ci battiamo fin d'ora per una legge più giusta verso i fratelli e le sorelle concittadine che vivono nei Comuni dell'entroterra di Roma, spesso parenti dei cittadini residenti e votanti a Roma: quanto meno deve essere dato al Consiglio metropolitano il potere di sfiduciare con sfiducia costruttiva il Sindaco metropolitano che, torno a dire, per legge oggi è il Sindaco del Comune capoluogo. Se sarò Sindaco di Roma e della Città metropolitana mi impegno ad andare il giorno stesso della proclamazione tanto in Campidoglio che a Palazzo Valentini. Non come ha fatto la Sindaca che ha ignorato la Città metropolitana, coi suoi 4,2 milioni di amministrati.


XX) La Regione.

Oggi come dicevo le Regioni sono enti pieni di soldi dei cittadini. Col sistema delle preferenze per il 100% dei seggi sono diventate il regno del clientelismo. Per prima cosa nei Consigli regionali bisogna togliere tanti seggi quante le Province e dare di diritto il seggio ai Presidenti di Provincia, che vanno però eletti direttamente dal popolo. Serve quindi una riforma legislativa. Poi bisogna eliminare o ridurre la quota di consiglieri eletti con le preferenze. Inoltre bisogna togliere il bicameralismo nelle Regioni abolendo i Consigli delle Autonomie Locali che non contano niente e non servono a niente, una follia inventata con la riforma costituzionale del 2001 per dare soldi e lustrini a politici di seconda e terza fila. Per far dialogare tra loro le istituzioni non serve moltiplicare le Assemblee, basta creare i raccordi giusti, come gli ingranaggi di un unico motore. I Municipi devono essere parte costitutiva del Comune. I Comuni devono essere parte costitutiva delle Province/Città Metropolitane. Le Province/Città metropolitane devono esserlo delle Regioni, e così via salendo al livello statale (dove già lo proclama l'art. 114 della Costituzione) e sovranazionale.

Poi bisogna togliere alle Regioni la fallimentare gestione della Sanità. Per quanto riguarda la convivenza politica e burocratica di Regioni e Province/Città metropolitane solo in una seconda fase si potrà ragionare se 'regionalizzare le Province articolando il Consiglio regionale come avvenuto in Trentino Alto Adige' o 'provincializzare l'apparato elefantiaco delle Regioni lasciando in vita il solo Consiglio regionale e smantellando gradualmente i carrozzoni amministrativi fuori controllo'. Ma noi per adesso ci occuperemo del Comune di Roma.


XXI) D'accordo, ma gli altri enti locali? Volete mantenere le Province magari assieme alla pletora di enti inutili?

Abbiamo una miriade di enti locali non direttamente governati dai rappresentanti del popolo, che invece potrebbero e dovrebbero essere assorbiti dalle Province/Città metropolitane, il contrario di quello che fecero Renzi e Delrio, su assist di Napolitano, che provarono a strangolarle. Oggi, anche nell'area romana, esistono i seguenti enti locali: (oltre a Comuni Province/Città metropolitane costituzionalmente indefettibili) abbiamo Comunità montane/Unioni di Comuni, Università agrarie, Camere di commercio, Consorzi stradali obbligatori, Consorzi di Bonifica, Autorità di Bacino, Autorità di Ambito per le Acque e per i Rifiuti, Autorità di Valle, ecc. ecc. Ci sono perfino enti ibridi pubblici-privati come gli Ambiti territoriali di Caccia o i Consorzi misti e una pletora di società partecipate che usano risorse pubbliche ed esercitano funzioni pubblicistiche comportandosi da enti esponenziali della comunità, da enti politici a tutti gli effetti, come se fossero legittimati dal popolo! Non parliamo poi degli enti inutili statali. E' un delirio burocratico in cui non si sa chi comanda chi spende e chi risponde. Si sa solo chi paga: Pantalone! Per disboscare questa giungla serve una legge 'machete'! Chiamiamola pure Legge Nerone.


XXII) Stato ed Europa

Rinvio a quanto detto prima. Il sovrano è o dovrebbe essere il popolo. Sia quando vota per il Consiglio del Municipio sia quando vota per gli organi europei. Non può essere sovrano lo Stato da solo. Non può essere sovrana l'Unione Europea da sola.

In ogni caso noi nel programma vogliamo celebrare l'unione di tutti i popoli del mondo amici di Roma o che vivono in un rispetto reciproco con Roma, mediante l'istituzione della sessione annuale del Senatus Mundi.

Comunque sia una controriforma europea da fare quando sarò Sindaco è quella di ripristinare la targa automobilistica ROMA. Le strade le abbiamo inventate noi. Nessuno si offenderà se una targa lo ricorda.


XXIII) Presidente della Repubblica

Apprezzammo Napolitano quando riconobbe l'attività svolta dal Gruppo Storico Romano. Meno per altri aspetti, come la sua legge sulle circoscrizioni e la sua presa di posizione dal Quirinale contro le Province. I Presidenti della Repubblica, anche se non romani, dovrebbero tutti trasferire la residenza a Roma. Poi possono mantenere il domicilio dove vogliono, a Capri come Tiberio, a Tivoli come Adriano.

Il Quirinale, oggi aperto al pubblico con molte limitazioni, deve essere messo a rendita, tranne l'ala riservata al Presidente, e deve diventare un Museo per il quale far pagare il biglietto ai visitatori. Gli italiani, visto che lo mantengono, potranno visitarlo integralmente gratis una volta nella vita, compresi i giardini e la sala del Vasellame. Anche i non vedenti devono avere un percorso di visita al Quirinale, oggi mancante.


XXIV) La Capitalità

La Capitalità nella storia dell'Impero Romano dal punto di vista politico è spettata non solo a Roma, che ne è sempre stata la capitale spirituale, ma anche per un periodo a Mediolanum, a Ravenna, e perfino a Siracusa se teniamo presente la residenza in Sicilia di un Imperatore romano d'Oriente per 6 anni.

Nel 2001 il Parlamento, dopo mille discussioni, ha riconosciuto la capitalità a Roma. Grazie.

Peccato che poi nel 2009 il Parlamento non si sia accorto con la legge 42 di aver cambiato ufficialmente nome a Roma, come nella storia osò fare solo l'Imperatore Commodo, che poi morì strozzato da un lottatore.

Pretendiamo un decreto legge che immediatamente ripristini il nome 'Roma' al posto di 'Roma Capitale'. Tutto il mondo sa che Roma è e sarà per sempre, la Capitale almeno dell'Italia, ma noi pensiamo - sul piano culturale, religioso, ecc. - di molto più dell'Italia!

La Sindaca, senza saperlo, ha già ricambiato nome alla Capitale. Basta vedere il sito ufficiale del Comune. Peccato che le multe e le tasse arrivino a nome di Roma Capitale. Coraggio o incoscienza che sia si decida: se è d'accordo con noi invochi con noi una legge ordinaria che ripristini il nome di Roma.

In ultimo va detto che anche la Città metropolitana di Roma Capitale ha per lo meno nel suo nome l'attributo della Capitalità. Comune e Città metropolitana, ambedue capitali, dovrebbero far parte di un unico ordinamento giuridico complesso articolato all'interno in Comuni e Municipi. Ai primi va riconosciuta la secolare autonomia innanzitutto formale. Ai secondi un'autonomia più limitata, che però non sia fittizia come quella odierna. Basterebbe una legge ordinaria. Non sarebbe nemmeno sbagliato dare alla Capitale poteri veri, anche legislativi, cioè quelli propri di una Città Regione, come le Città-Stato di Berlino o Vienna. E qui invece occorrerebbe una legge costituzionale, come sostiene la maggioranza dei costituzionalisti.


XXV) Riprendiamo le domande sul Movimento. Perché la data ultima di vita è fissata non oltre il 2037 ?

Perché in qualunque modo sia valutata dagli storici la figura di Nerone Augusto, nel bene e nel male sarà il bimillenario della sua nascita. Impensabile che il Comune e le Università, ma anche le città del Lazio coinvolte assieme ad istituzioni straniere, non gli dedichino convegni ed eventi, come già in passato ha fatto il Ministero dei Beni Culturali. Sarà bene essere presenti per organizzarli e valorizzarli adeguatamente.


XXVI) Chi è il candidato-tipo del Movimento Storico Romano? Uno a ci piace vestirsi da centurione? Che differenza c'è allora tra voi e i centurioni davanti al Colosseo?

Non abbiamo nulla a che fare con i figuranti che si fanno scattare fotografie davanti al Colosseo, talvolta estorcendo cifre esorbitanti al turista intimidito. Non vogliamo demonizzare quella attività, di cui evidentemente il turista avverte l'utilità, ma va regolamentata, compreso per quanto riguarda le tariffe. Molti candidati o iscritti del Movimento, uomini e donne, vengono dall'esperienza di rievocatori all'interno del Gruppo Storico Romano. Tanti uomini hanno sfilato o si sono esibiti come legionari o gladiatori o aristocratici o popolani, ma anche tante donne hanno riproposto la danza antica, la cucina romana, l'artigianato di una volta, il matriarcato, e perché no, anche la gladiatura femminile! Ma il Movimento è aperto a tutti: da noi non c'è obbligo di leva per 20 anni, come nell'antica Roma! Anzi invitiamo chi è interessato a collaborare ad iscriversi o a candidarsi a scriverci, a mandare il proprio curriculum con la relativa sfera di interesse. Il Movimento è bene che rappresenti tutto lo spaccato della società romana di oggi. L'indirizzo è: candidature@movimentostoricoromano.it


XXVII) Quindi anche per voi uno vale uno? Anche voi candidaterete i bibitari ?

Perchè no? Tutte le classi sociali e professionali sono le benvenute. Anche le casalinghe e i disoccupati. I pensionati e gli studenti. Il popolo è fatto di tanti mestieri, tenuto presente che il mestiere più difficile è quello di essere donne e uomini del nostro tempo. Non bisogna essere Einstein per essere iscritti o candidati. Magari per fare la spesa in alcuni supermercati sì, ma per venire da noi no. Comunque non ci mancano gli esperti, i tecnici dei vari settori: dai giuristi ai dipendenti pubblici, dagli ingegneri agli artigiani, dagli artisti ai militari in pensione, dai lavoratori autonomi agli imprenditori, dagli agricoltori ai chimici-farmaceutici, dai medici agli infermieri.


XXVIII) Com'è organizzato il Movimento? L'art. 49 della Costituzione dice che se si presenta alle elezioni dovrebbe avere una democrazia interna,ma se si chiama Lista Nerone...

Le liste col nome del candidato Sindaco oramai sono la prassi. Il nostro Statuto prevede l'elezione del Presidente da parte dei Soci. Io al momento sono il Presidente pro tempore, in attesa della prima Assemblea che si terrà entro il 2021. Poi prevede un organo collegiale, il Collegio dei 7 Coordinatori.


XXIX) I coordinatori sono eletti? Ci saranno le correnti? Popolari contro aristocratici?

No, assieme al Presidente solo i 2 Vicepresidenti saranno eletti dagli iscritti. Gli altri 4 Coordinatori sono scelti e revocati dal Presidente, che presiede anche il Collegio dei 7. E' una sorta di governo presidenziale. Per tornare ai cugini partenopei di Neapolis, "Cca' nisciuno è fess!". In ogni caso il Movimento è apartitico, anche se alcuni guardano più a destra, altri al centro, altri ancora a sinistra.


XXX) Passiamo al programma. Già lo avete? Cosa vi distingue dagli altri?

Sì, abbiamo già deliberato l'impostazione del programma, basato sulle XII Tavole Programmatiche. Per ora abbiamo formalizzato i titoli del programma, stiamo elaborando i singoli punti che presto verranno presentati ai futuri candidati e agli iscritti.


XXXI) Ci può dare qualche anticipazione?

Oltre alle importanti proposte che già vi ho detto prima vi dirò, tra le restanti, quelle forse più ad effetto: i politici condannati per crimini contro Roma tapperanno le buche delle strade. I tavolini dei locali all'aperto pagheranno una tassa simbolica. Introdurremo la separazione delle carriere nel settore dei rifiuti: chi gestisce la differenziata non può mischiare questa gestione con quella dell'indifferenziato o degli impianti. E poi porterò in Consiglio metropolitano la delibera sul piano rifiuti, cosa che finora né la Sindaca né i suoi predecessori hanno avuto il coraggio di fare. La distribuzione di pane pasta e cibo per l'emergenza verrà affidata ai Municipi. Giardinetti pubblici, aree verdi di quartiere e di interesse storico e archeologico, assieme a tratti di strade e marciapiedi e piste ciclabili saranno protette fisicamente e date in adozione ad associazioni, commercianti, condomini, ecc., manutenuti e vigilati sotto il controllo di Vigili e Geometri di Quartiere in forza al Municipio. Torneranno i bigliettai sui bus e i volontari del servizio civile e i percettori del reddito di cittadinanza potranno assistere i viaggiatori delle stazioni ferroviarie regionali dove oggi si ferma l'intera linea in caso di malore di un solo passeggero. Cento altre proposte e idee saranno rese pubbliche all'inizio della campagna elettorale, ma siamo aperti ai contributi di tutti!


XXXII) Basta, basta! Per ora basta così! Vi candidate contro tutto e tutti o vi alleerete con qualcuno?

Noi non siamo contro tutto, siamo per conservare il buono e per cancellare il cattivo del passato. Nè siamo a priori contro chiunque: siamo in generale contro la politica degli ultimi 20 anni che ha distrutto Roma. Per ora stiamo arruolando - diciamo così - le 'truppe', senza contare su altro che la nostra onorabilità e credibilità, per la conquista nonviolenta di Roma. Vedremo lungo il cammino chi potranno essere eventuali interlocutori affidabili.


XXXIII) Perché c'è bisogno della Lista Nerone per promuovere queste proposte? Non bastano gli attuali partiti e movimenti?

Da cittadini abbiamo capito che gli attuali partiti e movimenti al potere hanno bisogno di una sonora svegliata, di una forte scossa tellurica. Da rievocatori abbiamo subìto prese in giro, ostracismi come quello di Odevaine sotto Veltroni, frequente sordità delle istituzioni, attese fino all'ultimo giorno prima di un grande evento difficilissimo da programmare, come le sfilate per il Natale di Roma con 200.000 spettatori e migliaia di turisti appositamente venuti a Roma, finanziamenti o rimborsi pochi o nulli. Credo che i politici attuali siano troppo impegnati nella ricerca del consenso e delle preferenze individuali e perdono di vista il vantaggio per tutta la comunità della massima valorizzazione degli eventi rievocativi. All'estero hanno riscoperto la Roma Antica molto meglio che da noi!


XXXIV) Forse sulla rievocazione della Roma Antica grava ancora l'ombra del Duce?

E' possibile. Ma la strumentalizzazione della romanità fatta in un ventennio non può annullare l'amore o l'ammirazione per Roma di due millenni e l'importanza culturale di Roma nella storia dell'umanità e almeno del cosiddetto Occidente. E poi pure la storia dei fasci littori è tutta da riscoprire, tanto che ha influenzato la cultura perfino marxista, come i nostri studiosi hanno ben documentato e sono pronti a dimostrare in un prossimo evento culturale.


XXXV) Ultima domanda: Nerone, se oggi fosse già Sindaco di Roma, cosa brucerebbe prima di tutto?

Brucerei il calendario del 2020, Annus Horribilis. E subito dopo le fotocopie delle autocertificazioni per uscire di casa! Tanto il modulo lo cambiano ogni settimana...